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Viaggiare da celiaca: come mi organizzo tra hotel, ristoranti e imprevisti

Viaggiare da celiaca significa davvero rinunciare alla libertà di partire, mangiare al ristorante e soggiornare in hotel?

Per la mia esperienza, assolutamente no.

Sono celiaca dal 2006 e in tutti questi anni ho continuato a viaggiare e andare in vacanza. Certo, devo prestare qualche attenzione in più rispetto a chi può mangiare qualsiasi cosa, ma questo non mi impedisce di partire e godermi una vacanza.

Con il tempo ho sviluppato un mio modo di organizzarmi. Mi informo prima, faccio domande e soprattutto cerco strutture e locali che mi trasmettano fiducia.

In questa terza puntata di La mia vita Gluten Free, il podcast di Amber & Mamma, vi racconto proprio come affronto viaggi, hotel e ristoranti e alcuni degli imprevisti che mi sono capitati.

Viaggiare da celiaca: la mia organizzazione comincia prima di partire

Quando organizzo una vacanza, non aspetto di arrivare a destinazione per capire dove e cosa potrò mangiare.

Comincio a informarmi già durante la scelta dell’hotel.

Una delle prime cose che cerco di capire è come la struttura gestisce la cucina senza glutine. Telefono, faccio domande e ascolto attentamente le risposte.

Personalmente non scelgo esclusivamente strutture aderenti al programma Alimentazione Fuori Casa di AIC. Mi è capitato di soggiornare anche in hotel non aderenti al programma e di trovarmi molto bene.

Quello che cerco è soprattutto attenzione, conoscenza del problema e fiducia.

Se durante una telefonata ricevo risposte chiare e percepisco che la persona con cui sto parlando comprende le esigenze di una persona celiaca, parto sicuramente più tranquilla.

Se invece le risposte sono vaghe e non mi sento rassicurata, preferisco continuare a cercare.

Hotel senza glutine: per me conta soprattutto la fiducia

Una volta scelta la struttura, tendo a fidarmi delle informazioni che mi sono state fornite.

Naturalmente rimango attenta, perché con la celiachia è necessario evitare il glutine e prestare attenzione anche alla contaminazione, ma non voglio trascorrere l’intera vacanza con l’ansia di mangiare.

Ho avuto esperienze molto positive anche in strutture non aderenti al programma AIC.

Un esempio è l’hotel in cui soggiorno quando vado in vacanza a Rivazzurra. Nella mia esperienza ho trovato persone molto attente, gentili e premurose nei confronti delle mie esigenze alimentari.

Ed è proprio questo che cerco.

Quando sono in vacanza voglio potermi sedere a tavola, mangiare serenamente e pensare finalmente alla vacanza, non soltanto alla celiachia.

Come scelgo un ristorante quando sono celiaca

Uso più o meno lo stesso metodo anche con i ristoranti.

Quando possibile, telefono prima di andare.

Spiego che sono celiaca e chiedo se possono preparare qualcosa senza glutine e come viene gestita la preparazione.

Non mi basta sapere che nel menu compare un piatto indicato come gluten free. Per una persona celiaca è importante anche capire come viene preparato e come viene gestito il rischio di contaminazione.

Durante la conversazione cerco quindi di capire quanto il personale sia preparato.

Ci sono telefonate che terminano e mi fanno pensare: “Perfetto, mi sento tranquilla”.

Altre, invece, mi lasciano qualche dubbio.

E se non mi sento sufficientemente tranquilla, preferisco cambiare locale.

Mi è capitato anche di decidere di non mangiare

Può sembrare esagerato a chi non vive quotidianamente con la celiachia, ma mi è capitato di rinunciare a mangiare in un locale perché non mi trasmetteva abbastanza fiducia.

Non è piacevole, soprattutto se sei fuori casa o in vacanza.

Ma preferisco trovare un’altra soluzione piuttosto che mangiare qualcosa sul quale ho seri dubbi.

Per questo considero importante informarsi prima quando è possibile.

Una telefonata di pochi minuti può evitare parecchi problemi una volta arrivati.

Quella volta che mi portarono un piatto con glutine

Nonostante tutte le attenzioni, gli errori possono capitare.

Una volta, al ristorante, avevo ordinato il mio primo piatto senza glutine.

Il piatto è arrivato al tavolo e stavo per iniziare a mangiare quando il personale si è accorto che c’era stato un errore: mi avevano portato un primo contenente glutine.

Fortunatamente se ne sono resi conto immediatamente.

Sono tornati indietro e mi hanno fermata prima che riuscissi ad assaggiarlo.

Quindi tutto è finito bene.

Oggi posso raccontare quell’episodio sorridendo, ma mi ha ricordato ancora una volta quanto sia importante che l’attenzione venga mantenuta durante tutte le fasi del servizio, dall’ordine fino all’arrivo del piatto al tavolo.

Cosa porto sempre con me quando viaggio

Ho anche una piccola abitudine che mi permette di stare più tranquilla durante gli spostamenti.

Porto sempre con me qualche grissino e dei biscotti senza glutine.

Non preparo una valigia intera di cibo, ma preferisco avere una piccola scorta d’emergenza.

Un ritardo, un cambio di programma o semplicemente la difficoltà di trovare immediatamente qualcosa di adatto possono capitare.

Sapere di avere qualcosa nella borsa mi evita di trovarmi completamente senza alternative.

È una piccola precauzione che, soprattutto durante un viaggio, trovo molto utile.

Viaggiare senza glutine oggi è più semplice rispetto al 2006?

Per la mia esperienza, decisamente sì.

Quando ho ricevuto la diagnosi nel 2006 la situazione era molto diversa.

C’era meno scelta, la celiachia era meno conosciuta negli ambienti che frequentavo e organizzarsi fuori casa poteva essere decisamente più complicato.

Oggi trovo una maggiore attenzione al senza glutine e più alternative durante i viaggi.

Mi è capitato persino di trovare prodotti gluten free durante alcuni viaggi in treno.

Naturalmente questo non significa che possiamo smettere di controllare o dare per scontato che qualsiasi alimento indicato genericamente come “senza glutine” sia automaticamente adatto a una persona celiaca.

Ma rispetto ai miei primi anni dopo la diagnosi, per me viaggiare è diventato molto più semplice.

Celiachia e viaggi: bisogna rinunciare?

Se una persona appena diagnosticata mi dicesse:

“Adesso che sono celiaca non potrò più viaggiare come prima”, le risponderei di non pensarlo.

Si può continuare a viaggiare.

Bisognerà probabilmente organizzarsi un po’ di più, informarsi prima di partire, fare qualche domanda in più e imparare a riconoscere le situazioni nelle quali non ci sentiamo sufficientemente tranquilli.

Ma la celiachia non deve necessariamente significare rinunciare alle vacanze.

Io continuo a viaggiare, soggiornare in hotel, andare al ristorante e godermi le mie esperienze.

Ho semplicemente imparato a farlo con qualche attenzione in più.

Guarda la terza puntata di La mia vita Gluten Free

Nella terza puntata del podcast La mia vita Gluten Free vi racconto direttamente la mia esperienza: come scelgo gli hotel, cosa chiedo ai ristoranti, cosa porto sempre con me e anche qualche imprevisto che mi è capitato durante questi anni.

E adesso voglio conoscere anche la vostra esperienza.

Come vi organizzate quando viaggiate senza glutine?

Chiamate sempre l’hotel prima di prenotare? Cercate i ristoranti prima di partire? Portate una piccola scorta di cibo con voi?

E soprattutto: vi è mai capitato che vi portassero per errore un piatto contenente glutine?

Raccontatemelo nei commenti.

Nel prossimo episodio di La mia vita Gluten Free entreremo invece in cucina e parleremo di cucinare senza glutine: farine, pasta, consistenze e piccoli trucchi che ho imparato nel tempo.

Questo articolo racconta esclusivamente la mia esperienza personale con la celiachia e non sostituisce le indicazioni di medici o professionisti sanitari.

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