Una delle domande che vengono fatte più spesso a chi è celiaco è: “Ma il cibo senza glutine è davvero meno buono?”
Se me l’avessero chiesto nel 2006, quando ho scoperto di essere celiaca, probabilmente avrei risposto di sì senza pensarci troppo. Oggi, dopo vent’anni di alimentazione senza glutine, la mia risposta è completamente diversa.
I prodotti gluten free sono cambiati moltissimo, la scelta è aumentata e oggi riesco a mangiare quasi tutto senza avere la sensazione di dovermi accontentare.
Quasi tutto. Perché con il pane ho ancora qualche problema.
In questa seconda puntata del podcast La mia vita Gluten Free voglio raccontarvi proprio questo: come è cambiato il gusto dei prodotti senza glutine dal momento della mia diagnosi a oggi.

Mangiare senza glutine nel 2006
Quando ho ricevuto la diagnosi di celiachia nel 2006 avevo 18 anni e fino a quel momento avevo mangiato normalmente pasta, pane, pizza, biscotti e tutto ciò che desideravo.
Passare improvvisamente all’alimentazione senza glutine non è stato semplice.
Uno dei problemi principali era la poca scelta. Nei negozi che frequentavo trovavo pochissimi prodotti e una delle marche maggiormente presenti era Schär.
La pasta senza glutine che provavo all’epoca non mi piaceva. Durante la cottura tendeva a rompersi e il risultato era molto lontano dalla pasta alla quale ero abituata.
Con il pane non andava molto meglio.
Per una ragazza di 18 anni che aveva appena scoperto di dover eliminare il glutine, ritrovarsi con così poche alternative rendeva ancora più difficile accettare la celiachia.
I primi prodotti senza glutine che riuscivo ad apprezzare
Tra le prime cose che ricordo di aver mangiato abbastanza volentieri c’erano alcuni biscotti al cacao senza glutine.
Può sembrare una cosa da poco, ma in quel periodo trovare finalmente qualcosa che mi piacesse rappresentava una piccola conquista.
Con il passare degli anni, fortunatamente, il mercato del senza glutine è cambiato enormemente.
Sono arrivate nuove marche, sono aumentate le alternative e molti prodotti sono migliorati.
Oggi fare la spesa senza glutine è un’esperienza completamente diversa rispetto a quella dei miei primi anni da celiaca.
La pasta senza glutine oggi è buona?
Per me sì.
Oggi posso scegliere tra diverse marche e tipologie di pasta senza glutine. Tra quelle che preferisco c’è Rummo senza glutine, ma mi piace anche variare con la pasta realizzata con farine di legumi.
La differenza rispetto ai miei primi anni è enorme.
Non considero più un piatto di pasta senza glutine una versione meno buona della pasta “normale”. Ho semplicemente trovato prodotti che incontrano i miei gusti e che mangio volentieri.
Ed è proprio la possibilità di scegliere a fare una grande differenza.
Se una marca non mi piace, posso provarne un’altra. Vent’anni fa questa libertà era molto più limitata.
Anche la pizza senza glutine è cambiata
Un altro grande cambiamento riguarda la pizza.
Oggi è molto più facile trovare ristoranti e pizzerie che propongono pizza senza glutine e mi è capitato di mangiarne di veramente buone.
Naturalmente, per una persona celiaca il gusto non è l’unico aspetto da considerare: è fondamentale verificare anche come viene gestita la preparazione e il rischio di contaminazione.
Dal punto di vista puramente gastronomico, però, non considero affatto una buona pizza senza glutine necessariamente inferiore a una pizza tradizionale.
Ed è qualcosa che anni fa avrei fatto fatica a immaginare.
Biscotti, grissini, cereali: oggi c’è molta più scelta
Lo stesso discorso vale per tanti altri prodotti.
Oggi troviamo biscotti, grissini, cereali per la colazione, snack e tantissime altre alternative senza glutine.
Alcuni prodotti sono diventati talmente normali nella mia quotidianità che non penso neppure più al fatto che siano gluten free.
Mi è capitato anche di far assaggiare alcuni dei miei prodotti a mia figlia e alcune cose le sono piaciute.
Questo dimostra anche quanto il gusto sia soggettivo: un alimento senza glutine non deve necessariamente piacere soltanto a chi è costretto a mangiarlo.
Il mio problema rimane il pane senza glutine
Se c’è però un prodotto con il quale non sono ancora riuscita a fare completamente pace, è il pane.
Negli anni ho assaggiato diverse marche, ma non sono ancora riuscita a trovare un pane confezionato senza glutine che mi soddisfi veramente.
Ho avuto però un’eccezione.
Durante una vacanza ho trovato una panetteria che preparava artigianalmente il pane senza glutine e quello mi è piaciuto davvero.
Perciò non penso che sia impossibile realizzare un ottimo pane gluten free. Semplicemente, sto ancora cercando quello giusto per i miei gusti.
Se avete una marca di pane senza glutine che considerate eccezionale, scrivetemela nei commenti: sono curiosa di provarne di nuovi.
Quindi il cibo senza glutine è meno buono?
Dopo tanti anni dalla mia diagnosi, la mia risposta è no.
Per la mia esperienza personale, oggi riesco a trovare prodotti senza glutine che considero buoni quanto le alternative contenenti glutine.
Pasta, pizza, biscotti, grissini, cereali e molti altri prodotti fanno tranquillamente parte della mia alimentazione e non li vivo come una rinuncia.
Naturalmente non significa che tutti i prodotti siano buoni o che abbiano esattamente lo stesso sapore e la stessa consistenza. Esistono prodotti che mi piacciono e altri che non ricomprerei, esattamente come accade con qualsiasi altro alimento.
E poi rimane il mio eterno problema: il pane!
Ma rispetto al 2006 il mondo gluten free, almeno per la mia esperienza, è cambiato tantissimo.
Guarda la seconda puntata di La mia vita Gluten Free
In questa seconda puntata di La mia vita Gluten Free, il podcast di Amber & Mamma, racconto più nel dettaglio il mio rapporto con il gusto, i primi prodotti che provavo dopo la diagnosi e quelli che preferisco oggi.
E adesso sono curiosa di conoscere la vostra esperienza: secondo voi il cibo senza glutine è meno buono?
Qual è il prodotto gluten free che amate di più? E qual è quello che proprio non riuscite a mangiare?
Raccontatemelo nei commenti.
Nel prossimo episodio di La mia vita Gluten Free parleremo invece di celiachia fuori casa e in viaggio: ristoranti, hotel, organizzazione e rischio di contaminazione.
Questo articolo racconta la mia esperienza personale con la celiachia e non sostituisce indicazioni o consigli di professionisti sanitari.
