Chi riceve una diagnosi di celiachia ha diritto, in presenza dei requisiti previsti, a un contributo del Servizio Sanitario Nazionale per acquistare alimenti senza glutine specificamente destinati alle persone celiache.
Ma come si richiede il buono celiachia? Quanto spetta ogni mese? È possibile utilizzarlo al supermercato oppure soltanto in farmacia? E quali prodotti si possono acquistare?
In questo articolo vediamo come funziona il buono celiachia ASL, quali sono gli importi di riferimento e che cosa sapere per utilizzarlo senza commettere errori.
🎥 Guarda il video: buono celiachia ASL, quanto spetta e dove spenderlo
Nel video del podcast La mia vita glutenfree parliamo del contributo per l’acquisto degli alimenti senza glutine, di come funziona e di come orientarsi tra le procedure previste dal Servizio Sanitario.
Che cos’è il buono celiachia ASL?
Il buono celiachia è un contributo destinato alle persone con diagnosi di celiachia per acquistare prodotti alimentari senza glutine inclusi nelle categorie previste dal sistema di erogazione.
La celiachia richiede infatti una dieta senza glutine rigorosa e permanente. Il contributo serve a sostenere, entro un limite stabilito, le spese per alcuni alimenti specifici.
È importante sapere che non si tratta di una somma in denaro che viene necessariamente versata sul conto corrente: nella maggior parte dei sistemi regionali il contributo viene utilizzato attraverso un budget dedicato, con modalità che possono essere digitali oppure differenti in base alla Regione.
Il buono non è quindi un contributo libero da spendere per qualsiasi acquisto alimentare, ma è destinato ai prodotti senza glutine ammessi dal sistema sanitario.
Quanto spetta con il buono celiachia?
Gli importi di riferimento nazionali sono differenziati in base alla fascia d’età e, per alcune fasce, al sesso. Sono stati definiti dal decreto ministeriale del 10 agosto 2018.
La tabella riporta i limiti massimi mensili di spesa di riferimento.
| Fascia d’età | Maschi | Femmine |
|---|---|---|
| Da 6 mesi a 5 anni | 56 € | 56 € |
| Da 6 a 9 anni | 70 € | 70 € |
| Da 10 a 13 anni | 100 € | 90 € |
| Da 14 a 17 anni | 124 € | 99 € |
| Da 18 a 59 anni | 110 € | 90 € |
| Da 60 anni in poi | 89 € | 75 € |
Fonte: decreto del Ministero della Salute del 10 agosto 2018. Per conoscere l’importo effettivamente disponibile, verifica le informazioni aggiornate presso la tua ASL o il servizio sanitario regionale.
Questi importi sono spesso indicati come buono mensile, ma è importante distinguere il limite di spesa previsto dal sistema sanitario dal denaro che viene effettivamente erogato sul conto corrente: sono due cose diverse.
Le modalità concrete di assegnazione e utilizzo del contributo devono essere verificate nella propria Regione.
Chi ha diritto al buono celiachia?
Il contributo è destinato alle persone alle quali è stata diagnosticata la celiachia secondo il percorso sanitario previsto.
Non basta avere sintomi compatibili con la celiachia, sospettare una sensibilità al glutine o scegliere di seguire un’alimentazione senza glutine.
In generale, per ottenere il contributo occorre:
- avere una diagnosi di celiachia riconosciuta dal Servizio Sanitario;
- presentare la documentazione richiesta dall’ASL competente;
- completare la registrazione della patologia e la procedura prevista per attivare il contributo.
La procedura può variare in base alla Regione e all’azienda sanitaria di riferimento.
Come richiedere il buono celiachia ASL?
Se hai appena ricevuto una diagnosi di celiachia, il primo passo è contattare il distretto sanitario o il servizio competente della tua ASL.
Di norma, il percorso prevede questi passaggi.
1. Procurati la documentazione della diagnosi
Il centro specialistico o la struttura sanitaria che ha effettuato la diagnosi fornisce la documentazione necessaria per attestare la celiachia.
Verifica con l’ASL quali certificati e moduli siano richiesti nella tua Regione.
2. Rivolgiti alla ASL di competenza
Presenta la documentazione al servizio indicato dall’azienda sanitaria. In questa fase possono essere registrate la patologia e l’esenzione prevista per la celiachia, oltre ad avviare la procedura per il contributo alimentare.
3. Richiedi l’attivazione del buono
Chiedi come viene assegnato il budget e quali strumenti servono per utilizzarlo.
A seconda della Regione, potresti ricevere un PIN, utilizzare la Tessera Sanitaria oppure seguire una procedura diversa.
4. Verifica dove puoi spendere il contributo
Prima di fare la spesa, controlla quali farmacie, supermercati e negozi sono convenzionati nella tua zona e quali modalità di pagamento vengono accettate.
Per evitare di fare un viaggio inutilmente, puoi chiedere direttamente all’ASL o consultare il sito ufficiale del servizio sanitario regionale.
Dove si può spendere il buono celiachia?
Il contributo può essere utilizzato nei punti vendita autorizzati dalla Regione, ma non tutti gli esercizi commerciali sono necessariamente convenzionati.
In base al sistema regionale, i canali possono comprendere:
- farmacie;
- parafarmacie;
- negozi specializzati in alimenti senza glutine;
- supermercati e altri esercizi della grande distribuzione;
- altri punti vendita autorizzati.
La possibilità di utilizzare il buono in ciascun esercizio dipende dalle convenzioni attive e dalle regole regionali.
Non dare quindi per scontato che ogni supermercato o farmacia accetti il contributo. Prima di recarti in un negozio, verifica che sia abilitato.
Si può utilizzare il buono in un’altra Regione?
Non esiste una risposta unica valida per tutte le situazioni: la possibilità di utilizzare il contributo fuori dalla Regione di residenza dipende dalle regole e dai sistemi di erogazione applicabili.
Se viaggi, trascorri le vacanze fuori Regione o ti sposti per lavoro, verifica prima con la tua ASL e con il servizio sanitario della Regione di destinazione se e dove puoi utilizzare il budget.
Come si utilizza il buono elettronico?
Nelle Regioni che utilizzano un sistema elettronico, il contributo può essere associato alla Tessera Sanitaria e gestito attraverso un PIN o uno strumento digitale.
In genere, per effettuare un acquisto occorre:
- recarsi in un punto vendita convenzionato;
- selezionare i prodotti ammessi al contributo;
- comunicare alla cassa che si desidera utilizzare il budget celiachia;
- seguire le istruzioni per autorizzare il pagamento, utilizzando la Tessera Sanitaria, il PIN o l’applicazione prevista;
- controllare l’importo residuo, quando il sistema permette di visualizzarlo.
Le modalità possono cambiare da una Regione all’altra. Per questo è importante seguire le istruzioni fornite dalla propria ASL.
Quali prodotti si possono acquistare con il buono?
Il contributo non può essere utilizzato per acquistare indistintamente tutti gli alimenti che riportano la dicitura “senza glutine”.
Sono ammessi i prodotti che rientrano nelle categorie previste e risultano inseriti nel Registro nazionale degli alimenti senza glutine destinati ai celiaci, secondo le regole applicabili al sistema di erogazione.
Tra i prodotti che possono rientrare nelle categorie ammesse troviamo, per esempio:
- pane e prodotti da forno senza glutine;
- pasta senza glutine;
- biscotti e prodotti da colazione specifici;
- farine e preparati per alimenti senza glutine;
- altri prodotti alimentari specifici presenti nel Registro.
L’idoneità va verificata per il singolo prodotto: non è sufficiente che un alimento sia naturalmente privo di glutine o che riporti genericamente questa indicazione.
Il contributo, inoltre, non è normalmente destinato all’acquisto di alimenti comuni come frutta, verdura, carne o riso semplicemente perché fanno parte di una dieta senza glutine.
Per verificare i prodotti ammessi, consulta il Registro nazionale degli alimenti senza glutine del Ministero della Salute.
Il credito non utilizzato si perde?
Questa è una delle domande più frequenti tra le persone celiache.
La risposta dipende dal sistema regionale: in alcune Regioni il credito è utilizzabile entro il mese di riferimento e l’importo non speso non viene trasferito al mese successivo; in altre possono essere previste modalità differenti.
Non dare per scontato che il budget si accumuli. Controlla le condizioni applicate dalla tua ASL, soprattutto se durante un mese spendi meno del previsto.
Buono celiachia e Tessera Sanitaria: che cosa sapere
La Tessera Sanitaria è uno degli strumenti utilizzati da molte Regioni per gestire il contributo, ma non sempre è sufficiente da sola.
Potrebbe essere necessario un codice PIN, un’applicazione regionale o un’altra procedura di autorizzazione.
Se hai cambiato Tessera Sanitaria, hai dimenticato il PIN o non riesci a utilizzare il budget, contatta il servizio che gestisce il contributo nella tua ASL. Evita di condividere il tuo PIN con altre persone e segui esclusivamente le procedure ufficiali.
Dove trovare informazioni aggiornate?
Poiché le procedure possono cambiare da una Regione all’altra, per informazioni aggiornate è meglio consultare le fonti ufficiali:
- Ministero della Salute – Celiachia: informazioni sulla malattia e sulle tutele previste.
- Associazione Italiana Celiachia – Come ricevere i buoni mensili: indicazioni generali sulle modalità di accesso al contributo.
- Sito ufficiale della tua Regione e della tua ASL: procedure, punti vendita convenzionati, modalità di utilizzo e informazioni sul credito disponibile.
Conclusione: conoscere il proprio buono aiuta a gestire meglio la spesa
Il buono celiachia è un sostegno importante per affrontare il costo degli alimenti specifici senza glutine. Sapere quanto spetta, come richiederlo e dove utilizzarlo permette di organizzare la spesa con maggiore consapevolezza.
Ricorda, però, che gli importi di riferimento e le modalità operative non vanno confusi: per conoscere il credito effettivamente disponibile e le regole applicabili alla tua situazione, la fonte più affidabile resta il servizio sanitario regionale.
Se questo articolo ti è stato utile, guarda anche il video del podcast La mia vita glutenfree e condividilo con altre persone celiache che potrebbero avere gli stessi dubbi.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce le comunicazioni ufficiali della propria ASL o del servizio sanitario regionale.
