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Etichette senza glutine: come leggerle e quali diciture controllare davvero

Fare la spesa dopo una diagnosi di celiachia può trasformarsi, almeno all’inizio, in una lunga lettura di confezioni. Prendiamo un prodotto, giriamo la scatola, cerchiamo gli ingredienti e iniziamo a domandarci: posso mangiarlo oppure no?
“Può contenere tracce di glutine”, “senza glutine”, “naturalmente privo di glutine”, simboli, allergeni evidenziati: imparare a leggere correttamente le etichette senza glutine è una delle prime abilità utili nella vita quotidiana di una persona celiaca.
Non bisogna però diventare esperti di chimica alimentare. Una volta capito quali informazioni controllare davvero, fare la spesa diventa molto più semplice.
In questa guida vediamo come leggere l’etichetta di un prodotto, cosa significa la dicitura “senza glutine”, quali indicazioni meritano attenzione e quali errori evitare.

Cosa significa davvero la dicitura “senza glutine”?

Partiamo dall’informazione più importante. Nell’Unione Europea la dicitura “senza glutine” può essere utilizzata per alimenti che, così come venduti al consumatore finale, contengono non più di 20 mg/kg (20 ppm) di glutine.
Questo limite è stabilito dalla normativa europea ed è il riferimento utilizzato per identificare gli alimenti che possono riportare questa dicitura.
Per chi ha la celiachia, quindi, trovare la scritta “senza glutine” sulla confezione è un’informazione molto importante.

“Con contenuto di glutine molto basso” significa la stessa cosa?

No. Esiste anche la dicitura “con contenuto di glutine molto basso”, prevista per specifici alimenti contenenti ingredienti costituiti da uno o più cereali come frumento, segale, orzo o avena, appositamente lavorati per ridurne il contenuto di glutine.
In questo caso il prodotto non può contenere più di 100 mg/kg di glutine.
Per una persona celiaca, quindi, non bisogna confondere questa espressione con la dicitura “senza glutine”.

Da dove iniziare quando prendiamo un prodotto dallo scaffale?

Quando acquistiamo un alimento confezionato, abituiamoci a fare sempre alcuni controlli.
Guardiamo:

  • denominazione del prodotto;
  • eventuale dicitura “senza glutine”;
  • elenco degli ingredienti;
  • allergeni evidenziati;
  • eventuali avvertenze riportate dal produttore;
  • modalità di preparazione, quando possono essere rilevanti.
    All’inizio può sembrare laborioso. Dopo qualche settimana questi controlli diventano quasi automatici.

Come riconoscere gli allergeni nell’elenco degli ingredienti

Nell’Unione Europea gli allergeni previsti dalla normativa devono essere chiaramente evidenziati nell’elenco degli ingredienti attraverso un carattere che li distingua dagli altri, per esempio grassetto, maiuscolo o sottolineatura.
Tra gli allergeni troviamo anche i cereali contenenti glutine, come frumento, segale, orzo e avena, con le eccezioni previste dalla normativa.
Per esempio, potremmo trovare un ingrediente scritto in questo modo:
amido di FRUMENTO.
L’evidenziazione permette di individuarlo rapidamente.
Ma attenzione: per stabilire se un prodotto è adatto alla dieta di una persona celiaca non conviene limitarsi a cercare visivamente una parola in grassetto. Bisogna considerare l’etichetta nel suo complesso e le indicazioni relative al senza glutine.

“Senza glutine” e frumento nella stessa etichetta: è possibile?

Questa situazione può confondere moltissimo chi ha ricevuto da poco la diagnosi.
Potrebbe capitare di trovare un prodotto dichiarato senza glutine che contiene un ingrediente derivato dal frumento appositamente trattato.
La presenza della parola frumento nell’elenco degli ingredienti non significa quindi automaticamente che la dicitura “senza glutine” sia contraddittoria.
Se il prodotto riporta legittimamente la dicitura “senza glutine”, deve rispettare il limite previsto per tale indicazione.
Naturalmente, chi presenta anche un’allergia al frumento ha esigenze diverse dalla sola celiachia e deve seguire le indicazioni ricevute dai propri professionisti sanitari.

Attenzione: celiachia e allergia al frumento non sono la stessa cosa

È importante non confondere le due condizioni.
Una persona celiaca deve evitare il glutine secondo le indicazioni previste per la dieta senza glutine.
Una persona allergica al frumento deve invece gestire un’allergia alimentare.
Per questo un alimento adatto a una persona celiaca non è automaticamente adatto a chi è allergico al frumento.
Se sulla confezione troviamo un ingrediente derivato dal frumento ma il prodotto è dichiarato senza glutine, la distinzione diventa particolarmente importante.

Cosa significa “può contenere tracce di…”?

Questa è probabilmente una delle frasi che genera più dubbi.
Indicazioni come “può contenere…” vengono utilizzate per comunicare la possibile presenza involontaria di determinati allergeni dovuta ai processi produttivi.
Non bisogna però interpretare ogni confezione facendo supposizioni personali.
Per la celiachia, è importante verificare l’idoneità del prodotto secondo le indicazioni specifiche sul senza glutine e fare riferimento alle fonti ufficiali dedicate alla dieta per celiaci.
Quando abbiamo un dubbio su un prodotto, meglio verificarlo piuttosto che decidere in base a interpretazioni trovate casualmente online.

“Prodotto in uno stabilimento che utilizza glutine”: cosa significa?

Anche frasi relative allo stabilimento produttivo possono creare confusione.
Sapere che nello stesso stabilimento vengono lavorati cereali contenenti glutine non ci dice, da solo, quale sia il contenuto di glutine del prodotto finito.
Ciò che interessa alla persona celiaca è l’idoneità del prodotto che sta acquistando, non semplicemente la presenza di altri ingredienti nello stesso edificio.
Per questo è importante imparare a distinguere le informazioni realmente utili dalle frasi che rischiano di generare soltanto paura.

“Naturalmente senza glutine” significa che posso comprarlo senza controllare?

Frutta, verdura, carne e pesce non lavorati, uova, riso, mais, patate e molti altri alimenti sono naturalmente privi di glutine.
Ma quando un alimento viene trasformato, condito, impanato, miscelato o sottoposto a lavorazioni, la situazione può cambiare.
Un esempio semplice?
Una patata è naturalmente senza glutine.
Un prodotto industriale a base di patate può contenere altri ingredienti e richiede quindi una verifica.
La stessa logica vale per moltissimi alimenti.
Naturalmente senza glutine non significa smettere di leggere le etichette dei prodotti trasformati.

Il simbolo della spiga barrata

Sulle confezioni possiamo trovare anche il simbolo della Spiga Barrata, un marchio riconoscibile utilizzato nell’ambito di un sistema di concessione e controllo.
È un’indicazione utile per il consumatore, ma non dobbiamo pensare che un prodotto sia adatto alla dieta senza glutine soltanto quando presenta quel simbolo.
Esistono infatti alimenti idonei che possono riportare la dicitura “senza glutine” senza necessariamente avere la Spiga Barrata.
Imparare questa differenza evita di restringere inutilmente la scelta durante la spesa.

Un prodotto senza la scritta “senza glutine” è sempre vietato?

No, perché esistono alimenti naturalmente privi di glutine per i quali non dobbiamo aspettarci necessariamente la stessa etichettatura di un prodotto sostitutivo.
La valutazione dipende dalla categoria dell’alimento.
Ed è proprio questo uno dei motivi per cui, soprattutto all’inizio, è utile consultare le indicazioni aggiornate dell’Associazione Italiana Celiachia e le fonti istituzionali, invece di affidarsi a liste generiche trovate sui social.

L’avena è senza glutine?

L’avena merita particolare attenzione.
La normativa europea consente la presenza di avena in un alimento presentato come senza glutine soltanto a determinate condizioni: deve essere stata specificamente prodotta, preparata o lavorata in modo da evitare la contaminazione da frumento, segale, orzo o loro varietà incrociate e il suo contenuto di glutine non deve superare 20 mg/kg.
Per una persona celiaca, quindi, non è corretto prendere una confezione qualsiasi di avena dallo scaffale presumendo che sia automaticamente adatta.

Attenzione ai prodotti sfusi

Con i prodotti confezionati abbiamo un’etichetta da controllare.
Con quelli venduti sfusi la gestione delle informazioni è differente e bisogna poter ottenere le indicazioni previste sugli allergeni.
Inoltre, quando acquistiamo alimenti sfusi in panetterie, pasticcerie, gastronomie o altri esercizi, per una persona celiaca è importante considerare anche come il prodotto viene preparato, manipolato e conservato.
Non basta quindi chiedere:
“Negli ingredienti c’è farina?”
Meglio specificare:
“Ho la celiachia: questo prodotto è adatto?”

Prodotti importati: attenzione alle regole del Paese

Quando acquistiamo prodotti provenienti dall’estero, soprattutto durante un viaggio, non dobbiamo dare per scontato che etichette e modalità di comunicazione siano identiche a quelle italiane.
All’interno dell’Unione Europea esistono regole comuni, ma fuori dall’UE le normative possono essere differenti.
Quando viaggiamo è quindi utile informarci prima sulle diciture utilizzate nel Paese di destinazione e imparare alcune parole fondamentali nella lingua locale.

Le etichette possono cambiare

Questo è uno dei motivi per cui non dovremmo smettere completamente di controllare un prodotto soltanto perché lo acquistiamo da anni.
Le aziende possono modificare:

  • ricetta;
  • ingredienti;
  • stabilimento;
  • confezione;
  • informazioni riportate in etichetta.
    La confezione sembra identica?
    Una rapida verifica resta comunque una buona abitudine.

Non fidarti soltanto delle foto trovate online

Nei gruppi social capita spesso di vedere qualcuno pubblicare la foto di un prodotto chiedendo:
“È senza glutine?”
Le esperienze degli altri possono essere utili, ma una fotografia vecchia potrebbe mostrare una confezione o una formulazione non più attuale.
Quando abbiamo il prodotto davanti, la prima fonte da controllare resta la confezione aggiornata che stiamo acquistando.
Per dubbi specifici possiamo poi consultare fonti affidabili o contattare il produttore quando necessario.

Leggere l’etichetta senza trasformare la spesa in un incubo

Soprattutto nei primi mesi dopo la diagnosi è facile trascorrere tantissimo tempo al supermercato.
Un metodo pratico è costruire gradualmente una piccola lista di prodotti che utilizziamo abitualmente.
Quando troviamo:

  • una pasta che ci piace;
  • un pane che preferiamo;
  • biscotti adatti;
  • cracker;
  • farine;
  • snack;
    possiamo inserirli nella nostra normale routine.
    Questo non significa smettere di controllare le confezioni, ma evita di dover ripartire da zero a ogni spesa.

7 errori comuni quando leggiamo un’etichetta senza glutine

1. Guardare soltanto il fronte della confezione

La grafica può attirare l’attenzione, ma dobbiamo verificare le informazioni riportate sull’etichetta.

2. Pensare che “bio” significhi senza glutine

Biologico e senza glutine sono due caratteristiche completamente differenti.

3. Pensare che “vegano” significhi senza glutine

Un prodotto vegano può tranquillamente contenere frumento, orzo o altri ingredienti non adatti.

4. Pensare che “senza lattosio” significhi senza glutine

Anche in questo caso sono due indicazioni che riguardano aspetti diversi.

5. Comprare un prodotto perché lo mangia un altro celiaco

Può essere un’indicazione da approfondire, ma dobbiamo comunque verificare il prodotto che abbiamo davanti.

6. Non ricontrollare mai i prodotti abituali

Ingredienti e formulazioni possono cambiare.

7. Eliminare qualsiasi alimento per paura

La prudenza è importante, ma restrizioni inutili possono rendere la dieta molto più complicata del necessario.

Checklist: come leggere un’etichetta senza glutine

Quando hai un prodotto confezionato tra le mani, puoi seguire questa semplice checklist:
1. Identifica il tipo di alimento che stai acquistando.
2. Cerca, quando pertinente, la dicitura “senza glutine”.
3. Leggi l’elenco degli ingredienti.
4. Controlla gli allergeni evidenziati.
5. Leggi eventuali avvertenze presenti sulla confezione.
6. Non confondere “bio”, “vegano” o “senza lattosio” con “senza glutine”.
7. Non basarti esclusivamente sull’aspetto della confezione.
8. Ricontrolla anche prodotti acquistati abitualmente.
9. In caso di dubbio, verifica attraverso fonti affidabili.
10. Quando sei all’estero, considera che le regole possono essere differenti da quelle europee.

Dove trovare informazioni affidabili sulla celiachia

Quando abbiamo dubbi è facile cercare una risposta velocemente sui social.
Ma per argomenti come alimenti consentiti, etichettatura e gestione della dieta senza glutine è importante utilizzare fonti ufficiali e aggiornate.
In Italia possiamo fare riferimento alle informazioni dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC) e del Ministero della Salute, oltre alle indicazioni fornite dai professionisti sanitari che ci seguono.
I gruppi online possono essere utili per scambiarsi esperienze, ricette e opinioni sui prodotti, ma non dovrebbero sostituire le fonti ufficiali quando dobbiamo stabilire l’idoneità di un alimento.

Leggere le etichette diventa molto più facile con il tempo

La prima spesa dopo la diagnosi può durare un’eternità.
Prendiamo una confezione, la leggiamo tre volte, la rimettiamo sullo scaffale e cinque minuti dopo la riprendiamo.
Poi qualcosa cambia.
Iniziamo a conoscere le diciture, riconosciamo più velocemente gli alimenti, impariamo quali informazioni sono davvero importanti e troviamo i prodotti che preferiamo.
Leggere le etichette senza glutine non deve diventare una fonte continua di ansia.
Deve diventare uno strumento che ci permette di scegliere con maggiore consapevolezza.
Ed è uno degli obiettivi di Celiaci in Viaggio: rendere più semplici quelle piccole situazioni quotidiane che, soprattutto subito dopo la diagnosi, possono sembrare molto più complicate di quanto diventeranno con l’esperienza.

Qual è la dicitura che ti crea più dubbi?

“Può contenere”? “Senza glutine”? Spiga Barrata? Avena?
Scrivilo nei commenti: i dubbi più frequenti possono diventare nuovi approfondimenti utili a chi sta imparando a vivere senza glutine.

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